
mercoledì 3 giugno 2009
mercoledì 8 aprile 2009
martedì 7 aprile 2009
Adrano: “Il dramma dell’Europa senza Cristo” - di Sergio Atanasio
turacul turacul
Presentata a Palazzo Bianchi una conferenza sui temi del relativismo culturale che investono la società europea
L’associazione culturale “Incontro” di Adrano, ha organizzato il 13 Marzo scorso una conferenza di presentazione di uno del libro dal titolo “Il dramma dell’Europa senza Cristo: il relativismo europeo nello scontro di civiltà” scritto dal sociologo e storico delle religioni Massimo Introvigne, fondatore e direttore del CESNUR, il Centro Studi sulle Nuove Religioni,
Presso i locali di Palazzo Bianchi ad Adrano, erano presenti oltre al prof Introvigne, il direttore di Blocnotes, Nino Reina, Mons. Alfio Reina, vicario foraneo della città di Adrano, e Ferdinando Raffaele, in qualità di moderatore della conferenza.
La relazione del prof. Introvigne si è sviluppata nell’analisi di tre temi fondamentali del dibattito culturale, religioso e politico : la debolezza dell’Europa di fronte alle relazioni internazionali; la separazione tra politica e morale; suicidio demografico.
Di fronte ad una classe politica europea, la quale ha manifestato più volte un certa “sufficienza” nella considerazione che nonostante i problemi evidenti riscontrati nel continente, tuttavia si vive nella migliore delle società possibili, il Papa Benedetto XVI ha sottolineato, al contrario che il continente europeo è sul punto di “congedarsi dalla Storia”. La perdita delle proprie radici, in particolari di quelle cristiane, difatti è la costatazione di una perdita della propria identità, cioè una forzata volontà a non riconoscere un fatto che è storico prima che culturale. Come conseguenza di questa tendenza si assiste ad un processo di separazione tra politica e morale, ma come chiarisce Benedetto XVI, sarebbe più opportuno parlare di scissione tra la Legge e la Morale. Mentre un tempo la legge era intesa come uno sforzarsi di discernere secondo la retta ragione, la regola che favorisce il bene comune, oggi lo Stato è diventato un “notaio” che osserva la società, insegue il “fatto” e lo regola. L’attività del legislatore in questo senso, se è autonoma dalla Chiesa non lo è dalla morale.
Ricordando il discorso di Ratisbona di Benedetto XVI, il prof Introvigne ha continuato mettendo in luce il processo di “deellenizzazione” vissuto dall’ Europa in alcune fondamentali tappe della sua Storia; da Lutero, che definiva la ragione come “la prostituta del demonio”, si giunge alla fase dell’illuminismo, che paradossalmente, benché esaltasse la Ragione, tuttavia la piegava non al reale secondo l’attitudine ellenica appunto, ma secondo una strumentalità legata all’utile. Una ragione strumentale, quindi che ha alimentato le ideologie del XX secolo, il crollo delle quali ha lasciato un vuoto e una mancanza di appigli razionali che sfocia necessariamente in una forma di nichilismo e sfiducia disperata. Pertanto nell’odierno dibattito culturale, paradossalmente, Benedetto XVI i segnala come il massimo testimone per la Ragione e non solo per la Fede.
Il terzo punto sviluppato nel corso del dibattito è definito “suicidio demografico”, e si lega oggettivamente al problema dell’immigrazione al cui causa non può non ravvisarsi su un evidente calo demografico e sulla costatazione che in Europa, ed in particolare in Italia la fecondità delle donne, si è drasticamente abbassata rispetto ad altri paesi del globo terrestre. Di fronte a questo problema, il Papa tenta di individuarvi le ragioni morali, e le riconosce in tre aspetti: Una sfiducia nel futuro, una sfiducia nella capacità di educare figli, ed il terzo aspetto è una crisi “metafisica” di senso, cioè una sfiducia nell’Essere stesso.
Presso i locali di Palazzo Bianchi ad Adrano, erano presenti oltre al prof Introvigne, il direttore di Blocnotes, Nino Reina, Mons. Alfio Reina, vicario foraneo della città di Adrano, e Ferdinando Raffaele, in qualità di moderatore della conferenza.
La relazione del prof. Introvigne si è sviluppata nell’analisi di tre temi fondamentali del dibattito culturale, religioso e politico : la debolezza dell’Europa di fronte alle relazioni internazionali; la separazione tra politica e morale; suicidio demografico.
Di fronte ad una classe politica europea, la quale ha manifestato più volte un certa “sufficienza” nella considerazione che nonostante i problemi evidenti riscontrati nel continente, tuttavia si vive nella migliore delle società possibili, il Papa Benedetto XVI ha sottolineato, al contrario che il continente europeo è sul punto di “congedarsi dalla Storia”. La perdita delle proprie radici, in particolari di quelle cristiane, difatti è la costatazione di una perdita della propria identità, cioè una forzata volontà a non riconoscere un fatto che è storico prima che culturale. Come conseguenza di questa tendenza si assiste ad un processo di separazione tra politica e morale, ma come chiarisce Benedetto XVI, sarebbe più opportuno parlare di scissione tra la Legge e la Morale. Mentre un tempo la legge era intesa come uno sforzarsi di discernere secondo la retta ragione, la regola che favorisce il bene comune, oggi lo Stato è diventato un “notaio” che osserva la società, insegue il “fatto” e lo regola. L’attività del legislatore in questo senso, se è autonoma dalla Chiesa non lo è dalla morale.
Ricordando il discorso di Ratisbona di Benedetto XVI, il prof Introvigne ha continuato mettendo in luce il processo di “deellenizzazione” vissuto dall’ Europa in alcune fondamentali tappe della sua Storia; da Lutero, che definiva la ragione come “la prostituta del demonio”, si giunge alla fase dell’illuminismo, che paradossalmente, benché esaltasse la Ragione, tuttavia la piegava non al reale secondo l’attitudine ellenica appunto, ma secondo una strumentalità legata all’utile. Una ragione strumentale, quindi che ha alimentato le ideologie del XX secolo, il crollo delle quali ha lasciato un vuoto e una mancanza di appigli razionali che sfocia necessariamente in una forma di nichilismo e sfiducia disperata. Pertanto nell’odierno dibattito culturale, paradossalmente, Benedetto XVI i segnala come il massimo testimone per la Ragione e non solo per la Fede.
Il terzo punto sviluppato nel corso del dibattito è definito “suicidio demografico”, e si lega oggettivamente al problema dell’immigrazione al cui causa non può non ravvisarsi su un evidente calo demografico e sulla costatazione che in Europa, ed in particolare in Italia la fecondità delle donne, si è drasticamente abbassata rispetto ad altri paesi del globo terrestre. Di fronte a questo problema, il Papa tenta di individuarvi le ragioni morali, e le riconosce in tre aspetti: Una sfiducia nel futuro, una sfiducia nella capacità di educare figli, ed il terzo aspetto è una crisi “metafisica” di senso, cioè una sfiducia nell’Essere stesso.
Sergio Atanasio
La Psichiatria incontra l’Ospedale: dalla consultazione alla collaborazione - di Francesca Longo
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assistenza multidisciplinare, a “tutto tondo”
Si è tenuto sabato 14 marzo, presso “l’Auditorium U.O.C. di Medicina fisica e riabilitazione” del Presidio Ospedaliero di Biancavilla, il meeting che ha suggellato il felice sodalizio fra il Dipartimento della Salute Mentale di Adrano-Bronte e il Presidio Ospedaliero di Biancavilla.
Un’iniziativa che non vuole di sicuro illudere nessuno, promettendo “la luna” o la soluzione di tutti i problemi, né tanto meno “patologizzare” tutta la popolazione, ma un gioco di squadra invece che si propone di offrire un servizio diverso dal solito, mettendo al centro il paziente e la sua salute a “tutto tondo”.
“La giornata di oggi serve a confrontarci con i colleghi di altre discipline che lavorano all’interno dell’Ospedale e soprattutto con i colleghi di Medicina Generale, oggi presenti in sala in modo massiccio – ha affermato il dott. Carmelo Florio, Direttore della Salute Mentale di Adrano-Bronte, promotore della lodevole liaison nonché solerte organizzatore della giornata - Questo perché il problema della psichiatria e delle malattie che noi trattiamo attraversa in modo trasversale i reparti di Medicina, di Ginecologia, di Fisiatria, Ortopedia… Nei vari reparti, difatti, è dato ritrovare un buon 30% di soggetti con patologie di tipo psichiatrico”.
Dopo i saluti della dott.ssa Maria Di Franco, Direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero e del dott. Tommaso Federico, Capo Settore della Salute Mentale, le notizie interessanti del Direttore Generale dell‘ASL3, dott. Antonio Scavone: “Un’importantissima pagina di umanizzazione della sanità quella di oggi, mentre a Palermo si sta per approvare la “Riforma della Sanità”, un fatto storico (la precedente fu approvata nel ’94). Molto probabilmente quella che ora chiamiamo Azienda Unità Sanitaria Locale a breve verrà chiamata “Azienda Sanitaria Provinciale”.
In sala presente anche la dott.ssa Sciacca, Direttore Sanitario Aziendale ASL 3.
A fare da moderatore ai continui ed incalzanti interventi il dott. Salvuccio Furnari, che ha parlato di “inizio di una nuova cultura all’interno del Dipartimento, non solo sinergia fra i diversi operatori ma attenzione per le necessità e i bisogni dell’utenza”.
Interessanti le relazioni dettagliate e puntigliose a firma del dott. Florio (Presentazione dell’èquipe multiprofessionale), della dott.ssa Grazia Sinatra (Ansia e disturbi dell’umore: dal riconoscimento al trattamento), del dott. Santo Daniele, Primario di medicina generale all’Ospedale di Biancavilla e di Paternò (Ansia e depressione: frequenti fattori di comorbilità nelle patologie organiche) della dott.ssa Fabiola Galvani, dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia (Ansia e paure in ostetricia e ginecologia) e del dott. Giuseppe Scaglione, Primario dell’U.O.C. di Medicina fisica e riabilitazione (Stroke e depressione: il percorso riabilitativo).
A conclusione della giornata un dibattito tra i presenti.
“Per ciò che concerne l’Ambulatorio per i disturbi dell’ansia e dell’umore - ci confida la dott.ssa Grazia Sinatra, responsabile dello stesso - dall’apertura ad oggi abbiamo eseguito più di cento consultazioni, che seguono comunque il trend generale: registriamo infatti un’affluenza maggiore di donne rispetto agli uomini e una prevalenza di disturbi distimici e depressivi rispetto ad altre patologie psichiatriche”.
Un’iniziativa che non vuole di sicuro illudere nessuno, promettendo “la luna” o la soluzione di tutti i problemi, né tanto meno “patologizzare” tutta la popolazione, ma un gioco di squadra invece che si propone di offrire un servizio diverso dal solito, mettendo al centro il paziente e la sua salute a “tutto tondo”.
“La giornata di oggi serve a confrontarci con i colleghi di altre discipline che lavorano all’interno dell’Ospedale e soprattutto con i colleghi di Medicina Generale, oggi presenti in sala in modo massiccio – ha affermato il dott. Carmelo Florio, Direttore della Salute Mentale di Adrano-Bronte, promotore della lodevole liaison nonché solerte organizzatore della giornata - Questo perché il problema della psichiatria e delle malattie che noi trattiamo attraversa in modo trasversale i reparti di Medicina, di Ginecologia, di Fisiatria, Ortopedia… Nei vari reparti, difatti, è dato ritrovare un buon 30% di soggetti con patologie di tipo psichiatrico”.
Dopo i saluti della dott.ssa Maria Di Franco, Direttore Sanitario del Presidio Ospedaliero e del dott. Tommaso Federico, Capo Settore della Salute Mentale, le notizie interessanti del Direttore Generale dell‘ASL3, dott. Antonio Scavone: “Un’importantissima pagina di umanizzazione della sanità quella di oggi, mentre a Palermo si sta per approvare la “Riforma della Sanità”, un fatto storico (la precedente fu approvata nel ’94). Molto probabilmente quella che ora chiamiamo Azienda Unità Sanitaria Locale a breve verrà chiamata “Azienda Sanitaria Provinciale”.
In sala presente anche la dott.ssa Sciacca, Direttore Sanitario Aziendale ASL 3.
A fare da moderatore ai continui ed incalzanti interventi il dott. Salvuccio Furnari, che ha parlato di “inizio di una nuova cultura all’interno del Dipartimento, non solo sinergia fra i diversi operatori ma attenzione per le necessità e i bisogni dell’utenza”.
Interessanti le relazioni dettagliate e puntigliose a firma del dott. Florio (Presentazione dell’èquipe multiprofessionale), della dott.ssa Grazia Sinatra (Ansia e disturbi dell’umore: dal riconoscimento al trattamento), del dott. Santo Daniele, Primario di medicina generale all’Ospedale di Biancavilla e di Paternò (Ansia e depressione: frequenti fattori di comorbilità nelle patologie organiche) della dott.ssa Fabiola Galvani, dell’Unità Operativa di Ostetricia e Ginecologia (Ansia e paure in ostetricia e ginecologia) e del dott. Giuseppe Scaglione, Primario dell’U.O.C. di Medicina fisica e riabilitazione (Stroke e depressione: il percorso riabilitativo).
A conclusione della giornata un dibattito tra i presenti.
“Per ciò che concerne l’Ambulatorio per i disturbi dell’ansia e dell’umore - ci confida la dott.ssa Grazia Sinatra, responsabile dello stesso - dall’apertura ad oggi abbiamo eseguito più di cento consultazioni, che seguono comunque il trend generale: registriamo infatti un’affluenza maggiore di donne rispetto agli uomini e una prevalenza di disturbi distimici e depressivi rispetto ad altre patologie psichiatriche”.
Francesca Longo
lunedì 6 aprile 2009
Biancavilla: Il manoscritto di Michelangelo Greco, una pubblicazione che colma una lacuna - di Sergio Atanasio
turacul turacul

Pubblicato dal comune di Biancavilla il testo manoscritto del canonico e tesoriere della Collegiata.
Nella storia di Biancavilla del canonico Placido Bucolo, il nome di Michelangelo è citato poche volte, come personalità illustre della collettività, e soprattutto come autore di un’opera che il Bucolo chiama Storia di Biancavilla. Le tracce di quest’opera, da cui lo stesso Bucolo attinse molto per redigere la sua Storia, per molto tempo si sono perse, tanto da dividere i cultori di storia locale tra quanti hanno affermato l’esistenza di questo manoscritto, ed altri i quali han ritenuto che potesse essere stato distrutto dallo stesso Bucolo.
La ricerca di questo manoscritto si è conclusa nel momento in cui il responsabile della Biblioteca Civica di Biancavilla, dott. Vincenzo Petralia, è venuto a conoscenza da parte degli eredi del “Tesoriero” Greco, le signore Anna e Maria Gabriella Greco, dell’esistenza di un manoscritto “illeggibile”.
Il 28 Febbraio, presso la sala conferenze della “Villa delle Favare” di Biancavilla, è stata presentata alla città l’opera di Michelangelo Greco, il cui titolo originale reca “Cenni sul vero sito dell’antica Città d’Inessa in Sicilia e per incidenza si parlerà di Biancavilla perché sita nel medesimo luogo”. La conferenza di presentazione introdotta dal Sindaco di Biancavilla Giuseppe Glorioso e dall’allora assessore ai beni culturali Pietro Cannistraci, è stata tenuta dal prof. Salvatore Trovato, Ordinario di Linguistica Generale presso l’Università di Catania, e dal prof. Alfio Lanaia, linguista e professore a contratto di Etnolinguistica nell’Università di Catania, curatore dei manoscritti del Greco.
L’opera di Michelangelo Greco si compone di tre parti: la prima contiene le osservazioni dell’autore nel tentativo di dare delle spiegazioni riguardo alla identificazione dell’antica città di Inessa citata dallo storico Tucidide. Il Greco afferma con certezza che l’antica città sicula si trovasse nel luogo su cui fu, secoli dopo fondata Biancavilla, e difende tale affermazione entrando in “dotta “ polemica con altri “storici” locali a lui contemporanei.
La seconda parte del manoscritto è dedicata alla figura di Giorgio Castriota, detto Scanderbeg, eroe nazionale albanese, tratteggiato come un eroe epico e campione di libertà e di fede.
La terza parte dell’opera del Greco tratta della città di Biancavilla e dei suoi abitanti. Ne vien fuori un’immagine di un comune rurale, animato dalla laboriosità dei cittadini dediti alla coltivazione del cotone nel territorio comunale, offrendo così uno spaccato più ampio di una società del primo Ottocento in Sicilia.In particolare non mancano gustose frecciatine dell’autore nei confronti del clero e della nobiltà locale, essendo il Greco sostenitore di riforme economiche, come l’abolizione della feudalità e la promozione di attività imprenditoriali.
In appendice all’opera del Greco si trova il manoscritto di un autore ignoto, probabilmente appartenente al clero, che reca come titolo “Erezione della Colleggiata”.
La ricerca di questo manoscritto si è conclusa nel momento in cui il responsabile della Biblioteca Civica di Biancavilla, dott. Vincenzo Petralia, è venuto a conoscenza da parte degli eredi del “Tesoriero” Greco, le signore Anna e Maria Gabriella Greco, dell’esistenza di un manoscritto “illeggibile”.
Il 28 Febbraio, presso la sala conferenze della “Villa delle Favare” di Biancavilla, è stata presentata alla città l’opera di Michelangelo Greco, il cui titolo originale reca “Cenni sul vero sito dell’antica Città d’Inessa in Sicilia e per incidenza si parlerà di Biancavilla perché sita nel medesimo luogo”. La conferenza di presentazione introdotta dal Sindaco di Biancavilla Giuseppe Glorioso e dall’allora assessore ai beni culturali Pietro Cannistraci, è stata tenuta dal prof. Salvatore Trovato, Ordinario di Linguistica Generale presso l’Università di Catania, e dal prof. Alfio Lanaia, linguista e professore a contratto di Etnolinguistica nell’Università di Catania, curatore dei manoscritti del Greco.
L’opera di Michelangelo Greco si compone di tre parti: la prima contiene le osservazioni dell’autore nel tentativo di dare delle spiegazioni riguardo alla identificazione dell’antica città di Inessa citata dallo storico Tucidide. Il Greco afferma con certezza che l’antica città sicula si trovasse nel luogo su cui fu, secoli dopo fondata Biancavilla, e difende tale affermazione entrando in “dotta “ polemica con altri “storici” locali a lui contemporanei.
La seconda parte del manoscritto è dedicata alla figura di Giorgio Castriota, detto Scanderbeg, eroe nazionale albanese, tratteggiato come un eroe epico e campione di libertà e di fede.
La terza parte dell’opera del Greco tratta della città di Biancavilla e dei suoi abitanti. Ne vien fuori un’immagine di un comune rurale, animato dalla laboriosità dei cittadini dediti alla coltivazione del cotone nel territorio comunale, offrendo così uno spaccato più ampio di una società del primo Ottocento in Sicilia.In particolare non mancano gustose frecciatine dell’autore nei confronti del clero e della nobiltà locale, essendo il Greco sostenitore di riforme economiche, come l’abolizione della feudalità e la promozione di attività imprenditoriali.
In appendice all’opera del Greco si trova il manoscritto di un autore ignoto, probabilmente appartenente al clero, che reca come titolo “Erezione della Colleggiata”.
Sergio Atanasio
Dalle parti degli infedeli: Chi tutela il nostro centro storico - di Enrico Indelicato
Che i biancavillesi non possedessero una spiccata predisposizione al senso estetico ce n’eravamo accorti da tempo. Con disappunto, e pure con rammarico. Si sa, da queste parti il marmo e il cemento hanno un valore morale superiore rispetto alla pietra lavica e alla terracotta. E il completamento delle facciate delle case viene ritenuto uno spiacevole ed evitabile onere nella costruzione di peraltro eleganti appartamenti, signorili perfino in soggiorni in cui non si soggiornerà mai e in camere da pranzo che non vedranno mai una tavola apparecchiata.
Ma il difetto di senso estetico diventa un problema quando le brutture che esso causa riguardano il nostro centro storico. Chi ci abita, e sono sempre meno, dovrebbe avere, infatti, anche delle responsabilità culturali nei confronti del cosiddetto “salotto” di una città.
Eppure non è necessario avere una vista aguzza per constatare il progressivo deperimento, a volte irrecuperabile, di molti scorci suggestivi del nucleo storico di Biancavilla, a causa di interventi che, con molta clemenza, potremmo definire infelici nella loro arbitrarietà.
E questo è avvenuto senza che nessuno abbia mostrato alcun segno di preoccupazione, a partire dalla cosiddetta società civile fino alla politica. Intendiamoci, il nostro discorso non intende essere banalmente polemico nei confronti di nessuna classe politica in particolare, men che meno di chi ha ereditato una situazione che ha inizio almeno quarant’anni fa.
Eppure è un fatto che dall’epoca dell’infausta distruzione dell’antico Teatro, e dello sciagurato smantellamento della bella piazzetta adiacente, fino ad oggi, il centro storico biancavillese ha dovuto subire consistenti rimaneggiamenti di plateale evidenza, per volontà o, peggio, indolenza di chi, in quel momento, amministra la città.
Forse non ci si potrebbe aspettare niente di meglio da una comunità che ha permesso, nei decenni passati, che gli affreschi venissero coperti, le facciate stravolte, i palazzi storici abbattuti, le aree verdi soffocate. Ma è troppo pretendere, da chi ha il compito di tutelare il nostro centro storico, che nei prossimi anni il basolato, dopo un lavoro di manutenzione, venga rimesso a posto e non coperto da una colata di asfalto? O che si impedisca a privati di rendere pubblica la propria improvvida megalomania in cortili e strade? O che si indichi un metodo nel rifacimento delle facciate per mezzo di un “piano del colore” del centro abitato?
Basterebbe un pizzico di sano rispetto culturale per ciò che è antico e, poi, naturalmente, un po’ di senso estetico. Qualità rare, certo, ma che qualcuno avrà pur conservato, anche a Biancavilla.
Ma il difetto di senso estetico diventa un problema quando le brutture che esso causa riguardano il nostro centro storico. Chi ci abita, e sono sempre meno, dovrebbe avere, infatti, anche delle responsabilità culturali nei confronti del cosiddetto “salotto” di una città.
Eppure non è necessario avere una vista aguzza per constatare il progressivo deperimento, a volte irrecuperabile, di molti scorci suggestivi del nucleo storico di Biancavilla, a causa di interventi che, con molta clemenza, potremmo definire infelici nella loro arbitrarietà.
E questo è avvenuto senza che nessuno abbia mostrato alcun segno di preoccupazione, a partire dalla cosiddetta società civile fino alla politica. Intendiamoci, il nostro discorso non intende essere banalmente polemico nei confronti di nessuna classe politica in particolare, men che meno di chi ha ereditato una situazione che ha inizio almeno quarant’anni fa.
Eppure è un fatto che dall’epoca dell’infausta distruzione dell’antico Teatro, e dello sciagurato smantellamento della bella piazzetta adiacente, fino ad oggi, il centro storico biancavillese ha dovuto subire consistenti rimaneggiamenti di plateale evidenza, per volontà o, peggio, indolenza di chi, in quel momento, amministra la città.
Forse non ci si potrebbe aspettare niente di meglio da una comunità che ha permesso, nei decenni passati, che gli affreschi venissero coperti, le facciate stravolte, i palazzi storici abbattuti, le aree verdi soffocate. Ma è troppo pretendere, da chi ha il compito di tutelare il nostro centro storico, che nei prossimi anni il basolato, dopo un lavoro di manutenzione, venga rimesso a posto e non coperto da una colata di asfalto? O che si impedisca a privati di rendere pubblica la propria improvvida megalomania in cortili e strade? O che si indichi un metodo nel rifacimento delle facciate per mezzo di un “piano del colore” del centro abitato?
Basterebbe un pizzico di sano rispetto culturale per ciò che è antico e, poi, naturalmente, un po’ di senso estetico. Qualità rare, certo, ma che qualcuno avrà pur conservato, anche a Biancavilla.
Enrico Indelicato
Bronte: Conferita la cittadinanza onoraria al prof. Attilio Pisanò
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Prestianni, Firrarello, Putrino, Pisanò
Il Comune di Bronte ha un nuovo cittadino onorario illustre. Si tratta del prof. Attilio Pisanò, docente della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Universita’ del Salento, che attraverso i suoi scritti sul filosofo brontese Nicola Spedalieri, ha certamente portato lustro alla Città.
Così dopo la votazione del Consiglio comunale, il sindaco Pino Firrarello ha consegnato al prof. Pisanò una targa ed una pergamena al neo cittadino, alla presenza della Giunta e soprattutto dell’assessore Luigi Putrino che ha proposto l’iniziativa.
“Sono onorato. – ha affermato il prof. Pisano – A Spedalieri ho dedicato tre anni di studio e più leggo i suoi scritti più lo comprendo e considero attuale”.
Alla fine della cerimonia l’assessore Putrino ha regalato al Comune di Bronte un volume originale, edito nel 1791, “De Diritti dell’Uomo” del filosofo Spedalieri, che lo stesso assessore aveva comprato in una libreria antiquaria di Firenze.
Successivamente presso l’aula Magna della scuola Media “Castiglione” si è svolta la conferenza dal titolo “60° anniversario della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” cui oltre al prof. Pisanò hanno partecipato, moderati da Maria Pia Castiglione, il sindaco Firrarello, il prof. Giuseppe Bentivegna, docente della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Catania e la dirigente dell’istituto Cinthia D’Anna. La cittadinanza onoraria al prof. Pisanò era stata proposta al Sindaco nel novembre 2005 in occasione del convegno su Nicola Spedalieri organizzato dall'Associazione Bronte Insieme, dal Corso di laurea in Scienze politiche dell’Università di Lecce, dal Lions Club Adrano-Bronte-Biancavilla e del Rotary Club Aetna Nord-Ovest Bronte.
Così dopo la votazione del Consiglio comunale, il sindaco Pino Firrarello ha consegnato al prof. Pisanò una targa ed una pergamena al neo cittadino, alla presenza della Giunta e soprattutto dell’assessore Luigi Putrino che ha proposto l’iniziativa.
“Sono onorato. – ha affermato il prof. Pisano – A Spedalieri ho dedicato tre anni di studio e più leggo i suoi scritti più lo comprendo e considero attuale”.
Alla fine della cerimonia l’assessore Putrino ha regalato al Comune di Bronte un volume originale, edito nel 1791, “De Diritti dell’Uomo” del filosofo Spedalieri, che lo stesso assessore aveva comprato in una libreria antiquaria di Firenze.
Successivamente presso l’aula Magna della scuola Media “Castiglione” si è svolta la conferenza dal titolo “60° anniversario della dichiarazione universale dei diritti dell’uomo” cui oltre al prof. Pisanò hanno partecipato, moderati da Maria Pia Castiglione, il sindaco Firrarello, il prof. Giuseppe Bentivegna, docente della Facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università degli Studi di Catania e la dirigente dell’istituto Cinthia D’Anna. La cittadinanza onoraria al prof. Pisanò era stata proposta al Sindaco nel novembre 2005 in occasione del convegno su Nicola Spedalieri organizzato dall'Associazione Bronte Insieme, dal Corso di laurea in Scienze politiche dell’Università di Lecce, dal Lions Club Adrano-Bronte-Biancavilla e del Rotary Club Aetna Nord-Ovest Bronte.
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