lunedì 6 aprile 2009

Biancavilla: Il manoscritto di Michelangelo Greco, una pubblicazione che colma una lacuna - di Sergio Atanasio

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Pubblicato dal comune di Biancavilla il testo manoscritto del canonico e tesoriere della Collegiata.
Nella storia di Biancavilla del canonico Placido Bucolo, il nome di Michelangelo è citato poche volte, come personalità illustre della collettività, e soprattutto come autore di un’opera che il Bucolo chiama Storia di Biancavilla. Le tracce di quest’opera, da cui lo stesso Bucolo attinse molto per redigere la sua Storia, per molto tempo si sono perse, tanto da dividere i cultori di storia locale tra quanti hanno affermato l’esistenza di questo manoscritto, ed altri i quali han ritenuto che potesse essere stato distrutto dallo stesso Bucolo.
La ricerca di questo manoscritto si è conclusa nel momento in cui il responsabile della Biblioteca Civica di Biancavilla, dott. Vincenzo Petralia, è venuto a conoscenza da parte degli eredi del “Tesoriero” Greco, le signore Anna e Maria Gabriella Greco, dell’esistenza di un manoscritto “illeggibile”.
Il 28 Febbraio, presso la sala conferenze della “Villa delle Favare” di Biancavilla, è stata presentata alla città l’opera di Michelangelo Greco, il cui titolo originale reca “Cenni sul vero sito dell’antica Città d’Inessa in Sicilia e per incidenza si parlerà di Biancavilla perché sita nel medesimo luogo”. La conferenza di presentazione introdotta dal Sindaco di Biancavilla Giuseppe Glorioso e dall’allora assessore ai beni culturali Pietro Cannistraci, è stata tenuta dal prof. Salvatore Trovato, Ordinario di Linguistica Generale presso l’Università di Catania, e dal prof. Alfio Lanaia, linguista e professore a contratto di Etnolinguistica nell’Università di Catania, curatore dei manoscritti del Greco.
L’opera di Michelangelo Greco si compone di tre parti: la prima contiene le osservazioni dell’autore nel tentativo di dare delle spiegazioni riguardo alla identificazione dell’antica città di Inessa citata dallo storico Tucidide. Il Greco afferma con certezza che l’antica città sicula si trovasse nel luogo su cui fu, secoli dopo fondata Biancavilla, e difende tale affermazione entrando in “dotta “ polemica con altri “storici” locali a lui contemporanei.
La seconda parte del manoscritto è dedicata alla figura di Giorgio Castriota, detto Scanderbeg, eroe nazionale albanese, tratteggiato come un eroe epico e campione di libertà e di fede.
La terza parte dell’opera del Greco tratta della città di Biancavilla e dei suoi abitanti. Ne vien fuori un’immagine di un comune rurale, animato dalla laboriosità dei cittadini dediti alla coltivazione del cotone nel territorio comunale, offrendo così uno spaccato più ampio di una società del primo Ottocento in Sicilia.In particolare non mancano gustose frecciatine dell’autore nei confronti del clero e della nobiltà locale, essendo il Greco sostenitore di riforme economiche, come l’abolizione della feudalità e la promozione di attività imprenditoriali.
In appendice all’opera del Greco si trova il manoscritto di un autore ignoto, probabilmente appartenente al clero, che reca come titolo “Erezione della Colleggiata”.


Sergio Atanasio