sabato 4 aprile 2009

Corda Fratres Adrano: Quale sarà il futuro dei nostri giovani? - di Roberto Coco

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Incontro sul tema dell’università. Relatore il prof. Andò, Rettore dell’Università Kore di Enna.
Si è tenuto lo scorso sabato 7 marzo presso il Palazzo Bianchi di Adrano un incontro organizzato dall’associazione universitaria adranita Corda Fratres sul tema “Scuola e Università: Quale futuro?”. Relatore dell’incontro è stato il prof. Salvatore Andò, Rettore dell’Università Kore di Enna.
Dopo la presentazione del Presidente della Corda Fratres Pippo Anzalone, il prof. Andò ha analizzato l’attuale situazione della scuola e dell’università italiane cercando di mettere in luce le cause che ci hanno condotto in una situazione di evidente crisi e le possibili soluzioni da adottare per il futuro.
“Noi saremo quello che sappiamo”. Su questo tema di fondamentale importanza il prof. Andò ha sviluppato il suo discorso. In un mondo che diventa sempre più piccolo a causa della globalizzazione è, di conseguenza, sempre più importante il bagaglio culturale e di esperienza professionale che possediamo affinché riusciamo a trovare spazio e a collocarci all’interno del mercato del lavoro.
Bisogna investire sulla cultura e sulla ricerca; bisogna tenere presente – continua il prof. Andò – che oggi quello che sappiamo e nel quale siamo specializzati dopo 10 anni è già superato; la scuola e l’università devono fornire, quindi, le metodologie per imparare in fretta, devono essere uno strumento decisivo per un modello di costante formazione del sapere. L’antico detto “prendi l’arte e mettila da parte”, insomma, è quanto mai attuale.
A tale fine la distanza tra università e mondo del lavoro deve essere ridotta, si deve creare un unico modello formativo che sia l’unione tra un percorso indirizzato alla formazione più specificamente professionale e un percorso di più ampio respiro culturale.
In una realtà in cui ci troviamo a combattere quotidianamente contro una crisi economica mondiale senza precedenti negli ultimi decenni, l’unica possibilità che abbiamo di rialzarci è quella di investire sui giovani, di ristabilire una società meritocratica; bisogna entrare nell’ottica che se si uccide la scuola si elimina l’unica possibilità reale di mobilità sociale.
Alla luce di tali premesse – conclude il prof. Andò – il futuro della scuola e dell’università dipende dal modo in cui le istituzioni affronteranno l’attuale ed estremamente difficile situazione politica e dalla reale capacità di cambiamento che questi sapranno imprimere alle proprie riforme.


Roberto Coco