venerdì 12 dicembre 2008

Salvatore Rasà: fucina di idee per la valorizzazione del territorio - di Francesco Liotta e Giosuè Gullotta

La sua scommessa: la cittadella dell'Istruzione e il parco ambientalistico-archeologico


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Salvatore Rasà, studi presso i Salesiani, laurea in Scienze Politiche presso l’università di Catania, dopo gli studi comincia ad insegnare, ma la sua vera attitudine lo spinge verso la Pubblica Amministrazione e, nel 1979 comincia a lavorare al Comune di Paternò.
Nel frattempo, acquisisce la specializzazione in Beni della cultura materiale in Sicilia presso la facoltà di Lettere dell'Università di Catania e quella per il recupero dei beni della civiltà contadina presso la facoltà di lettere dell'Università di Palermo.
Dal 1985 al 1993 ricopre la carica di Istruttore direttivo responsabile di Lavori Pubblici, Urbanistica Cultura, Servizi Sociali.
Dal 1994 a oggi, dirigente sempre presso il Comune di Paternò, dal 2003 ha la responsabilità dei Servizi Sociali e Funzionario Responsabile Trasparenza e legalità R. S.
Riguardo all’attività politica è già stato consigliere comunale dal 1976 al 1994; ha già rivestito la carica di Sindaco di Santa Maria di Licodia, dal 1976 al 1982, dal 1990 al 1992 e dal 1998 al 2003.
Nel maggio 2007 viene eletto, ancora una volta Sindaco della sua città.

Per iniziare questa chiacchierata, innanzitutto, le chiediamo la situazione della cassa del Comune di Santa Maria di Licodia, in considerazione dei considerevoli tagli che giungono da Stato e Regione.
Al momento del mio insediamento ho trovato un’anticipazione, all’ATO, di circa 500.000 €, e ora, come anche voi saprete, siamo costretti ad anticiparne ulteriori somme, e questo, com’è naturale, in termini di cassa crea grossi problemi di liquidità, per cui abbiamo oltre 800.000 € d’insoluti, ma con le spese correnti che devono essere assolutamente onorate, vedi gli stipendi, la luce e tutto ciò che serve per la gestione ordinaria.
Inoltre le entrate, non solo sono diminuite a seguito del mancato introito derivato dall’abolizione dell’ICI sulla prima casa e dei tagli governativi (con una riduzione di un 27-28% dei trasferimenti statali) oltre a quelli regionali (circa del 15%), ma addirittura il fondo di rotazione viene utilizzato per l’anticipo all’ATO, pertanto, ci troviamo in una situazione alquanto tragica.
Santa Maria di Licodia è un piccolo Comune e un “ammanco”, rispetto alla prevista disponibilità, di 400.000/500.000 euro, è chiaro che crea problemi non indifferenti, anche nella gestione del quotidiano, poiché stiamo parlando di cifre che, per quanto ci riguarda, ammontano a quasi un anno di spesa corrente.
Come già ha anticipato, rifiuti e casse del Comune, forse i maggiori problemi che hanno impegnato i 18 Enti ricadenti nella giurisdizione dell’ATO 3. Inoltre, anche i singoli cittadini, in questo periodo, soffrono per le bollette giudicate eccessivamente “esose”, sappiamo però che S.M. di Licodia ha ottenuto uno sconto sulle tariffe.
Che cosa è successo e come vede il problema nel suo complesso?
Ci siamo accorti di un errore sul calcolo delle tariffe, poiché vedendo le bollette che arrivavano ai concittadini, e sapendo che i parametri delle stesse sono rilevati sul numero di abitanti per Comune, questa cosa ci ha insospettito e pertanto abbiamo chiesto chiarimenti all’ATO.
Inoltre sulle previsioni tariffarie del 2007 e quelle presunte per il 2008, inviateci dalla struttura preposta, ci siamo accorti di molte anomalie.
Per questo motivo, poiché la definizione delle tariffe deve avvenire in conformità a quanto è oneroso il servizio, intorno ai primi di settembre, ho chiesto ai miei uffici di calcolare il costo del nostro servizio di raccolta e smaltimento dei rifiuti.
A parte i molteplici problemi che abbiamo dovuto affrontare per il reperimento della documentazione riguardante la gestione dei servizi (come le gare d’appalto, i contratti di mandato alle varie ditte, ecc;), dopo lo studio delle carte abbiamo verificato che gran parte dei servizi per cui dovevamo pagare non venivano assolutamente eseguiti; mi ricordo, per esempio, la video-sorveglianza, i mini impianti per il compostaggio familiare, lo spazzamento giornaliero di alcuni siti come il Cimitero. Naturalmente ogni settimana, al fine di dimostrare le inadempienze, abbiamo cominciato a comunicare all’ATO tutte le anomalie e le “mancanze”.
Alla luce di questo “lavoro” abbiamo ri-tarato le tariffe sui servizi effettivamente prestati dall’ATO e, quindi, sul costo che Santa Maria procurava al consorzio. I nuovi importi, con tanto di relazione allegata, sono stati comunicati a tutti i soggetti interessati, con una diffida a continuare ad applicare la tariffazione precedente, perché non aderente alla realtà.
Dopo la loro verifica molto complessa, solo allora hanno scoperto l’errore e “guarda caso” i loro conteggi rispetto ai nostri differivano di pochissimi centesimi.
Sapete dove stava l’errore? Sulla compilazione del file informatico, un foglio in Excel, nel quale, durante l’imputazione da parte degli operatori dell’ATO, sono state invertite due righe scambiando Santa Maria di Licodia con Sant’Agata li Battiati, e creando un’evidente confusione.
Certo abbiamo risparmiato delle spese indebite ma purtroppo ancora oggi, per far fronte ai debiti della Società Simeto Ambiente, ci viene richiesto un ulteriore prelievo dal fondo di rotazione cui ho dato seguito, ma con riserva dietro il verificarsi di condizioni ben determinate, cioè che si debbano creare gli strumenti di garanzia per la ricostituzione del fondo stesso; e questo è l’attuale terreno di battaglia su cui si stanno consumando trattative, “litigi” e lettere di fuoco tra i vari attori del credito quali Comuni, Regione, Monte dei Paschi e ATO.
E', quindi, chiaro che stiamo inseguendo il problema e non è così che si arriverà a una soluzione definitiva, e chi ha creato questa situazione, o chi ha gli strumenti per farlo, dovrà adoperarsi per risolverla.
Ma allora quale potrebbe essere, secondo lei, questa soluzione definitiva?
Noi sindaci stiamo portando avanti una battaglia, con gli strumenti in nostro possesso, sia direttamente, sia attraverso la nostra associazione ANCI (Associazione Nazionale Comuni d’Italia), creando dei tavoli di trattativa e di proposta, sia con la Provincia sia con la Regione.
La nostra proposta è semplice ma, riteniamo, la più efficace; partendo dal presupposto che gli ATO debbano proprio esistere che, almeno, coincidano con l’Amministrazione Provinciale dotata di una propria struttura, ma nel frattempo che possano essere autorizzati dei micro-ambiti, corrispondenti a Comuni limitrofi che abbiano caratteristiche simili o strutture sinergiche, per esempio Adrano, Biancavilla, S. Maria di Licodia, Paternò, Ragalna ecc., entro il quale ciascuno sarà fornito di centro smaltimento di particolare tipologia di rifiuto.
In questo caso Adrano, dovrebbe partire con il centro per la raccolta delle macchine elettriche ed elettroniche, Paternò ha appaltato il centro di compostaggio, Santa Maria il centro di preselezione, ecc., pertanto, secondo questo principio entro un anno potremmo avere i requisiti per la costituzione di questo “micro- ambito” ed essere più funzionali ed autonomi, oltre che ecologicamente corretti, nel servizio di smaltimento rifiuti.
Mi sento di pensare che ciò non sia utopia, anche perché questa possibile riorganizzazione è presente in ambedue i disegni di legge, sia quello d’iniziativa governativa sia quello d’iniziativa parlamentare, che si stanno discutendo, in questi giorni, alla Regione.
Dopo aver approfondito un argomento così spinoso, passiamo a un altro altrettanto complesso quale la situazione sanitaria nel territorio. Oggi rischiamo di vedere dimezzati o chiusi i due nosocomi che servono la sua cittadina, Biancavilla e Paterno’ ed anche Bronte, qual è la sua posizione e quale futuro prevede?
Santa Maria di Licodia, trovandosi in mezzo rischia, se possibile, di avere un danno maggiore.
Ho dichiarato ufficialmente in varie occasioni, che secondo il mio parere, gli Ospedali non devono, né possono, essere chiusi ma devono essere “razionalizzati”. Infatti, anche in una visione di un unico comprensorio territoriale tra i nostri Comuni, ritengo che i nosocomi debbano essere “specializzati” secondo parametri ben definiti, per esempio di bacino d’utenza o di riconosciuta tradizione di “eccellenza”, pertanto se Paternò ha le caratteristiche per una specializzazione, quel reparto potrebbe, non solo essere preservato ma anche, potenziato e migliorato nell’organizzazione, mentre a Biancavilla, secondo questo principio, sarebbe destinato lo stesso trattamento per altre tipologie d’intervento.
Naturalmente, resta inteso che il servizio di base venga riconosciuto in tutte le realtà comunali.
Questa idea va verso la direzione di un comprensorio territoriale al di sopra del limite comunale.
Certo, ritengo che, ormai il nostro comprensorio territoriale debba creare tutte le sinergie per operare al meglio con minore dispendio di risorse, per questo abbiamo stipulato in Protocollo d’Intesa, insieme agli altri Comuni interessati, per la creazione del Parco fluviale del Simeto; quello per il canile consortile e diversi altri atti che portano tutti alla stessa direzione.
Parliamo d’imprenditoria, percorrendo la superstrada abbiamo visto nascere la Zona Artigianale. A quando l’inaugurazione e quali i numeri di questa struttura?
Abbiamo completato i lavori del primo stralcio, abbiamo consegnato i lavori e questo ci ha permesso di partecipare al bando regionale relativo al secondo lotto, giacché un requisito fondamentale per accedere, con un punteggio maggiore, era quello di aver assegnato tutti i lotti riguardanti il bando precedente. Per quanto riguarda questo primo bando, proprio in questi giorni, stiamo sistemando il frazionamento dei lotti da consegnare agli artigiani aggiudicatari, sia acquirenti sia concessionari.
Abbiamo 60 giorni dall’approvazione della graduatoria per consegnare le “virtuali” chiavi dei lotti ai legittimi aggiudicatari.
Devo dire che, in questo primo lotto su una cinquantina di domande siamo riusciti a dotare 14 lotti, ma nella seconda trance dovremmo assegnare altre 25/26 aree soddisfacendo, quindi, la gran parte dei richiedenti, anche perché, secondo la grandezza dell’azienda, è possibile frazionare, in ulteriori parti, i lotti da assegnare, dai 1.200 mq a mini lotti di 300/400 mq.
Sul territorio avete messo in cantiere diverse opere, cosa ci dice?
Devo dire, con un certo orgoglio, che abbiamo risolto un contenzioso tra il Comune e la ditta appaltatrice e, dopo un anno, ci ha portato a sbloccare i lavori di completamento dell’Impianto Polisportivo comprendente, oltre il campo di calcio, palestra, campi di basket, tennis e calcetto. Sono partiti i relativi lavori anche per le infrastrutture come la recinzione dell’area, parcheggi, servizi ecc.
Stiamo completando i lavori di consolidamento del quartiere delle Caselle, che sorgendo su un costone lavico che da molti anni, causa le infiltrazioni d’acqua, rischiava un cedimento strutturale, pertanto con le iniezioni di cemento lo abbiamo posto in sicurezza.
Inoltre stiamo rivalorizzando Viale Strasburgo, cioè la panoramica, con la risistemazione delle aiuole e dei sedili e stiamo rimettendo le nuove piante.
Ancora, sta per partire il rifacimento di tutta la pavimentazione dei portici di piazza Umberto I.
E sul versante scuola?
Sul versante della scuola abbiamo assegnato l’appalto per 9 aule per l’Istituto comprensivo.
Oggi a S. Maria di Licodia esiste l’Istituto comprensivo che contiene materne, elementari e secondarie di primo grado, il nostro intento è quello di cercare di accorpare, dal punto di vista edilizio, tutte le classi, anche perché, in special modo, per le elementari e medie l’attuale ubicazione è sparsa su tanti edifici. Questa situazione crea problemi di spostamenti degli insegnanti e, conseguentemente, di copertura costante delle classi con difficoltà di organizzazione giornaliera.
Queste aule aggiuntive creeranno la concreta possibilità di un accorpamento degli uffici comunali, anch’essi sparpagliati in 5 plessi, nello stabile che, attualmente, ospita elementari.
Parliamo del Museo, sappiamo che Lei ha un pallino, vista anche la Sua formazione culturale, per questa struttura, cosa ci dice a riguardo?
Stiamo riqualificando il palazzo Ardizzone che sarà adibito a Museo, completo sotto l’aspetto antropologico che quello archeologico.
Abbiamo già stipulato una Convenzione con la Sovrintendenza per la fornitura del materiale da esporre e noi, dal canto nostro, metteremo a disposizione la struttura e le teche, e i lavori sono a un buon punto, per esempio abbiamo già completato il sistema d’allarme.
Sempre su questo versante, abbiamo organizzato una conferenza dei servizi per la valorizzazione del Parco archeologico ambientale “Civita” (ampio territorio a forte interesse archeologico), stipulando anche in questo caso una convenzione con Provincia, Regione, Sovrintendenza, Università e Comuni di S. Maria di Licodia e Paternò.
Ci stiamo muovendo, quindi, verso uno sviluppo che possa rivestire carattere culturale - ambientalistico - archeologico – turistico, e mi piace annunciarvi il progetto per una scuola di restauro e di recupero dei Beni Culturali, per questo stiamo lavorando in sintonia con la Provincia e la Sovrintendenza di Catania, per accedere ai fondi Europei, perché insieme potremo realizzare, in tempi relativamente brevi, il disegno comune.
A questo punto possiamo chiederle qualcosa sulla sua Giunta e sul versante politico e organizzativo, quali problemi si trova ad affrontare giornalmente?
Posso dire che lavoriamo con molta serenità, perché la giunta non è eccessivamente politicizzata.
Tutto ciò ha una causa che si chiama “maggioritario secco”, infatti, essendo un comune con meno di 15.000 abitanti, chi in unica tornata elettorale prende anche un voto in più, vince le elezioni.
Questa regola rende quasi necessaria un’intesa ampia, perché un unico partito non basterebbe a raccogliere il necessario numero di consensi, e allora si ricorre alla formazione di liste civiche che, in qualche modo, vanno oltre all’appartenenza, non solo a uno schieramento partitico ma, spesso, ad un’area politica.
Il comune denominatore, a questo punto, per forza di cose diventa il Programma Amministrativo e la nostra attività, a quello, si rifà.
Questo va in accordo con una rivisitazione generale della struttura comunale, con la costituzione di un ufficio di Staff, alle dirette dipendenze del Sindaco, con la riforma di molti Regolamenti già portati in Consiglio Comunale per la corretta procedura di aggiornamento, ma anche con la riqualificazione di diversi dipendenti che, tramite adeguati corsi, potranno avere mansioni più produttive rispetto alle attuali esigenze dell’Ente comunale.
Produttività e razionalizzazione per una gestione oculata, per questo abbiamo dato alla CONSIP (Consip, società per azioni del Ministero dell’Economia e delle Finanza, che fornisce alla Pubblica Amministrazione servizi di consulenza, assistenza per l’informatizzazione e l’acquisizione di beni e servizi) la gestione dell’impianto d’illuminazione pubblica; ciò ci permette, pagando la stessa quota che davamo all’Enel per il nostro consumo, di usufruire anche la manutenzione del cambio lampade e tutte le necessità di routine.
Perché ha istituito le Consulte e quali le loro funzioni?
Perché ritengo che l’operato di un Amministratore debba sempre interagire con le necessità dei propri concittadini, questo mi ha portato a costituire delle Consulte da utilizzare come monitoraggio costante su specifiche tematiche, per esempio sulle Questioni Sociali e Pubblica Istruzione, per questo ho coinvolto alcuni professori, i sacerdoti, la preside, dei maestri elementari, associazioni di volontariato. Un’altra si occupa dei Beni Culturali, e, ultima in ordine di tempo, per cui ancora stiamo lavorando è quella che si occuperà di Sicurezza e Legalità.
Per questa Consulta, che ritengo di primaria importanza, stiamo collaborando con l’Associazione Anti – racket, cui abbiamo fornito una Sede all’interno del palazzo municipale, ma saranno interessate anche l’Associazione dei Carabinieri in congedo, quella dei Vigili Urbani in congedo, la Protezione Civile e tutti quelli che, per formazione o per attività propria, potranno dare un contributo al controllo di base del territorio, penso, per esempio, alla vigilanza davanti alle scuole.
Con queste attività di supporto, credo, si possano creare le condizioni per uno snellimento del lavoro delle Forze dell’Ordine, preposte alla più importante attività di controllo investigativo del territorio.
Progetti in cantiere e sogno nel cassetto.
Mi piacerebbe creare una “cittadella” della cultura, nuovo edificio scolastico, molto articolato e polivalente che potrebbe accogliere, oltre gli ordini già presenti, qualche scuola di grado superiore. Inoltre, la realizzazione del parco ambientalistico – archeologico, che favorirebbe la tutela dell’ambiente, oltre che dei beni archeologici e culturali, ma potrebbe costituire anche un volano per lo sviluppo turistico del nostro territorio, e, quindi di occupazione per tanti abitanti del Comprensorio.


a cura di Francesco Liotta e Giosuè Gullotta